Year: 2021

Emozioni e musica, cosa rende così speciali per le App di gioco?

Ti sei mai chiesto perché bastano alcune note a farti rivivere istantaneamente un’emozione a distanza di anni? O perché è impossibile fare a meno di un sottofondo musicale per non annoiarsi o lavorare meglio?

La musica accompagna attività diversissime nelle nostre giornate, dalla spesa nei centri commerciali, ai videogiochi, alle slot online. Forse a volte non gli diamo peso, ma nell’universo dell’intrattenimento digitale la musica è forse il catalizzatore principale di un’esperienza di gioco, di acquisto o di intrattenimento. È grazie alla musica che è possibile creare suspence, rendere il ritmo incalzante, accelerare i battiti. In una parola dare emozioni.

Ma vediamo insieme perché e come, in particolare nel gioco online, nulla è lasciato al caso in questo settore.

La musica dietro le quinte delle App mobile

L’intrattenimento oggi è sui nostri dispositivi portatili. Molto spesso i siti che offrono le recensioni di app per casino mobile, non mancano di dare indicazioni sulle qualità musicali e sonore delle app più gettonate, segno che quest’aspetto gioca un ruolo centrale nel regalare un’esperienza utente di qualità. Infatti, chi crea questi software non è certo allo scuro di queste dinamiche. Mantenere alta la concentrazione dei giocatori, alternare momenti di attesa a quelli che fanno salire il sangue alla testa, creare una specie di flusso continuo che attraversi l’intera esperienza di gioco dell’utente sono tutti aspetti in cui la musica ha un ruolo da protagonista.

Non stiamo parlando in questo caso di sensazioni, molti studi hanno infatti dimostrato quanto sia potente l’effetto evocativo che ha il ritmo e le assonanze musicali all’interno di un’esperienza, anche di gioco, per renderla memorabile o semplicemente per migliorare la concentrazione o per influenzare i nostri comportamenti.

La musica è perciò, solo fino a un certo punto, un mezzo di comunicazione che riconosciamo facilmente, numerose ricerche hanno dimostrato come abbia anche un potere sul nostro cervello che va ben al di là del livello di superficie della nostra coscienza. È un meccanismo piuttosto curioso, che pare avvenga per la maggior parte in modo inconscio. Cerchiamo ora di capire come funziona nel concreto nelle app che usiamo quotidianamente.

Le App casinò da dispositivi mobili

Nei tempi morti di una giornata, sempre più spesso, la prima fonte d’intrattenimento è il gioco in mobilità. La caratteristica che ricerchiamo nelle app mobili sono rapidità e semplicità di esecuzione, l’essere avvincenti, ma senza impegnarci troppo mentalmente e che propongano sessioni di gioco brevi, perché potremmo essere spesso interrotti o semplicemente potremmo voler allontanarci per fare qualcosa di meglio, ma senza avere però la sensazione di esserci persi qualcosa di importante.

Da questo punto di vista, le App casinò offrono quella punta di brivido dalla scommessa in denaro, la rapidità di accesso e di gioco e la possibilità di accumulare bonus e premi spendibili in più sessioni anche separate tra loro. Ma l’elemento che può sfuggire nel rapido avvicendarsi delle puntate e degli effetti visivi è la base musicale della nostra App mobile. Gli effetti sonori e le musiche creano un’ambiente di familiarità e continuità con l’applicazione difficilmente sostituibile. A parte poche slot macine che hanno come tema proprio dei gruppi musicali e quindi i loro brani, per lo più per attirare gli aficionados, nella gran parte delle applicazioni le melodie di sottofondo, pur non riuscendo ad associarle ad una band memorabile, potremo ricordarle vividamente anche molto dopo aver terminato quella particolare sessione.

Esperienze di gioco e relax

Il potere della musica non si ferma qui. Diversi studi hanno suggerito che la musica sia in grado di sollecitare i due principali tipi di memoria a nostra disposizione, ovvero quella esplicita che ci consente di ricordare volontariamente eventi passati, l’altra che è al di fuori del diretto controllo della nostra coscienza, ovvero la memoria implicita. Questo tipo di memoria che in particolare la musica va ad attivare è in grado di generare emozioni particolarmente potenti e durature perché associate con le aree più primitive e quindi più a lungo conservate del cervello. Queste sorprendenti scoperte, non a caso utilizzate per la cura anche di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, non fanno che confermare quanto sia profondo questo livello di comunicazione anche nei giocatori.

Proviamo per un attimo ad immaginare la nostra app di gioco preferita senza alcuno stimolo sonoro, probabilmente l’esperienza di gioco per la maggior parte di noi diventerebbe improvvisamente deprimente. È evidente in questo caso come la musica sia in grado di creare quell’atmosfera rilassane e familiare creando, oltre una via di fuga da una giornata noiosa, anche un modo per migliorare il nostro umore, stimolarci e creare esperienze di gioco emozionanti.

Musica che aiuta la concentrazione

Molti di noi utilizzano la musica non solo per attivare la mente, ma anche per rimanere concentrati. Questo rimedio casalingo per studio e lavoro a dispetto di molte dicerie popolari ha anche un fondo di verità. Una serie di ricerche, che cercavano di recuperare le funzioni cognitive di pazienti affetti da infarti celebrali, hanno reso evidente che l’attenzione di chi è curato con musicoterapia o ascoltava le sue canzoni preferite dopo un evento traumatico come un infarto, dimostrava tempi di recupero decisamente migliori di chi non lo era.

Ecco un’altra dimostrazione di quanto la musica sia in grado di influenzare le nostre capacità mentali e condizionare il nostro benessere. Qualunque sia la musica che ti carichi dopo questo articolo speriamo tu sia in grado di riconoscerla e, perché no, godertela ancora di più.

Musica folk e gioco d’azzardo: mondi lontanissimi che si incontrano

Un juke-boxQuando si pensa alla musica folk, a molti verranno in mente istintivamente gli anni ’60, il Movimento per i diritti civili degli afroamericani e le marce per la pace che protestavano contro la lunga e terribile guerra del Vietnam. Non si possono non citare a proposito pezzi che hanno fatto la storia della musica e non solo, come The Times They Are a-Changin’, melodia solo armonica, chitarra e voce del 1964, con la quale Bob Dylan creò una sorta di manifesto generazionale. Oppure come A hard rain’s a-gonna fall, canzone contro la guerra di Joan Baez, che dal 1965, quando fu incisa per la prima volta, sino alla guerra in Iraq, nel 2005, fu sempre cantata in occasione di manifestazioni pacifiste. La folk music fu anche grande protagonista del celebre raduno di Woodstock del 1969, con interpreti quali Crosby, Stills, Nash & Young e via dicendo. Come immaginare dunque che un genere musicale così impegnato avrebbe potuto diventare così popolare, tanto da conoscere anche un grande fenomeno di commercializzazione? Il folk oltrepassa i confini statunitensi e viene apprezzato da più di una generazione di giovani. Anche altri settori della società si entusiasmano per questo genere: in particolare, è la settima arte, il cinema, ad accogliere il folk a braccia aperte.

Film celebri con canzoni folk nella colonna sonora

canzoni popolari inglesi

Il mondo del cinema e quello della musica sono sempre andati molto d’accordo. La colonna sonora di una pellicola è fondamentale per la buona riuscita di un film. Anche l’industria cinematografica si è quindi presto interessata al fenomeno della musica folk, sia con film con soundtrack interamente o parzialmente dedicate a questo genere, sia con trame che ripropongono tematiche care al folk. Quali sono dunque i film più folk che siano mai stati girati? Non possiamo non citare The Wicker Man (1973), Pat Garrett e Billy Kid (1973), fino al più recente A proposito di Davis (2013) dei fratelli Coen, dedicato alla scena musicale folk newyorkese degli anni ’60. Vi sono però anche film a prima vista insospettabili che uniscono tematiche come casinò e gioco d’azzardo alla musica folk. Stiamo parlando di veri capolavori come Casinò (1995) di Scorsese o di film come Rain Man (1988), Bugsy (1991) o Ocean’s Eleven (2001).

Canzoni famose che parlano di gioco d’azzardo

Il mondo dei casinò e del gioco d’azzardo è una tematica sempre molto presente anche nei testi di tante canzoni, perché svolge un ruolo importante nell’immaginario collettivo americano ed è capace di risvegliare sogni e pulsioni ancestrali in tante persone. Vogliamo fare degli esempi? C’è solo l’imbarazzo della scelta: possiamo partire da Casino Boogie (1972) dei Rolling Stones, per arrivare a Snake Eye (2015) della band folk-rock Mumford & Son. Oppure partire direttamente da Elvis Presley, che al mondo dorato di casinò e slot machine ha dedicato più di un pezzo, come A little less conversation (1968) o Viva Las Vegas (1963), per arrivare a Kenny Rogers e la sua The Gambler (1978) e Bob Dylan con Huck’s Tune (2006), che tratta di poker.

La musica folk rock in Italia: una storia indie

Anche in Italia la musica folk ha trovato terreno fertile. Abbiamo avuto epigoni nostrani dei celebri cantautori nordamericani fin dagli Anni ’60, che hanno reinterpretato il patrimonio musicale statunitense arricchendolo con la propria storia culturale e personale. Artisti come Edoardo Bennato, Francesco Guccini, Angelo Branduardi, i Pooh o addirittura Fabrizio De Andrè hanno lasciato ai posteri grandi pezzi folk. Ancora ai nostri giorni possiamo trovare artisti italiani che reinterpretano questo genere. Che ancora una volta torna a legarsi con il gioco d’azzardo: cantanti quali Cristiano De Andrè e Davide Van De Sfroos suonano infatti spesso e volentieri anche all’interno di casinò.